8 Marzo: Il Percorso della Ciclopedalata Arcobaleno

La Ciclopedalata Arcobaleno è il secondo appuntamento del calendario delle ciclopedalate del Rando Tour Campania. Il percorso di circa 110 km attraversa i comuni di S. Agata dei Goti, Melizzano, Limatola ed avrà un’altimetria che supererà di poco i 1000 metri.  Sarà possibile ammirare bellezze artistiche, paesaggistiche, naturalistiche e ci sarà spazio per l’enogastronomia con un due punti di ristoro. Il percorso si sviluppa prevalentemente su strade a basso impatto di traffico tra le province di Napoli, Caserta e Benevento. Prevede uno ‘strappo’ e tre salite, tutte brevi e pedalabili.

La giornata inizierà alle 7:30 presso il Centro Pomilia di Pomigliano (Via Sandro Pertini 40) che è dotato di servizio docce, di un’area parcheggio e di un ristorante-bar. La partenza della ciclopedalata sarà, però, ‘alla francese’ dalle 8:00 alle 8:30 presso Biciclette Marzano, in Via Nazionale delle Puglie, 220/24 (Pomigliano d’Arco) che dista qualche chilometro dal punto riunione. 

La ciclopedalata condurrà da Cancello Scalo a Durazzano attraverso i tornanti della ben nota salita, e di lì al primo punto di controllo/ristoro nel centro storico di Sant’Agata de Goti, presso la sede della proloco. Il passaggio di Sant’Agata vi darà occhi nuovi per la scoperta di uno dei borghi più belli d’Italia!

In uscita dal centro di Sant’Agata ad attendere i ciclisti ci saranno altre tre ‘salitelle’ del nostro tour: lo strappo della Valle del Diavolo e le salite di Faggiano e di Laiano per un ‘assaggio’ delle prime pendici del Taburno. Dall’altezza di Laiano, la cima più alta della giornata, si planerà in discesa, dal bivio di Frasso Telesino, al comune di Melizzano in direzione di Castel Campagnano. Avremo modo di attraversare il ponte sul Volturno e di giungere al secondo posto di controllo/ristoro nel Comune di Limatola, nota per il castello medioevale e per i mercatini di Natale. Da Limatola si ritornerà, passando per il famoso Acquedotto Carolino e, quindi, al bivio della fontana di Gaudello al Centro Pomilia di Pomigliano per il pasta-party finale.

Coloro che volessero soggiornare nei dintorni del punto di partenza della ciclopedalata, il Centro Pomilia mette a disposizione piccole camere uso foresteria. Coloro che fossero interessati possono contattare la ASD Facc’è Bike al seguente indirizzo email: Faccebike@gmail.com. In ogni caso, a richiesta, coloro che sono interessati ad altre sistemazioni, la ASD fornirà consigli ed indirizzi su hotel e B&B nelle vicinanze.

A breve sarà possibile iscriversi alla ciclopedalata sul sito della ARI dove sarà disponibile anche la traccia GPS. Le iscrizioni si chiudono il 6 marzo 2020. 

Perfect Day

La partecipazione alla Rando Primavera 120 è stata magnifica ! Una giornata perfetta per la bici. Temperatura, sole, umidità, vento erano quelli giusti. Ma la Costiera Amalfitana oggi era una favola. Un paradiso ! Uniche note stonate: una bucatura, la rottura di una ‘lucina’ della bici, i motociclisti in Costiera (vere e proprie minacce per pedoni, ciclisti e automobilisti) e il traffico a Salerno. Non diversamente da altre città e luoghi della Campania si continua a non capire come sia necessario cambiare i circuiti della mobilità. Abbiamo chiuso la Rando con doccia e pranzo a Pagani. A corollare il tutto le ‘polacche’ di Pietro, una vera e propria dolcezza per il palato.

Riflessione e racconto della Rando Partenope

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Domenica 10 Febbraio 2019 – Sant’Arpino palazzo Ducale, bella location molto accogliente, arrivo prestissimo forse ero il primo, parcheggio fuori dal palazzo e vado a prendermi il tesserino con annessi tagliandi ecc., intanto cominciano a venire altri ciclisti ci prepariamo per la partenza alle 7:00, ma appena stiamo per partire, una persona dello staff ci avvisa che il parcheggio previsto non e’ quello, ma al campo sportivo di Sant’Arpino, risistemiamo tutto in auto e andiamo in loco per poi ritornare alla partenza in bici. Caffe’, baba’ qualche saluto timbriamo e si parte, asfalto viscido per la pioggia appena cessata, andiamo in direzione Napoli arrivando a Capodichino primo spavento, Gennaro degli Iron Bikers schivando una buca sbanda e cade sfiorando un’auto che lo affiancava, incominciamo bene. Ci assicuriamo che non si sia fatto male e potesse continuare, iniziamo la discesa di Capodichino sembrava che la bici si spezzasse in due dalle vibrazioni, arriviamo a piazza Carlo III°molti deviano il percorso, intanto andiamo e presto arriviamo al primo punto controllo/ristoro al Castel Nuovo il Maschio Angioino,WhatsApp Image 2019-02-10 at 08.43.25.jpeg

con molto piacere scopro che il ristoro lo fa’ Don Cafe’ il barista ciclista, foto timbro saluti e si prosegue verso il caos del lungomare, schivando persone che erano nella ciclabile, ma la distrazione forte e’ lo spettacolo che ti ritrovi davanti, unico al mondo il golfo di Napoli con tutti i suoi meravigliosi colori. Ma non ci rilassiamo tanto che siamo pronti alla prima salita e che salita Via Orazio altra vetrina di Partenope che ci porta verso l’altro versante di Nisida – Bagnoli, tutto finisce in fretta e senza accorgerci ci ritroviamo nelle auto a Fuorigrotta in direzione rione Alto per l’ascesa all’Eremo dei Camaldoli.

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Ristoro con panino Napoletano e vino, vento freddo quando basta ultime foto panoramiche che potremo fare e via si scende verso Pozzuoli velocemente, lasciamo la zona Flegrea con le sue figure storiche e paesaggi vulcanici e all’improvviso ci ritroviamo a pedalare in gruppo con il ritmo di una gran fondo per un bel po’di tempo fino a Castelvolturno poi rallentiamo per fortuna, forse ci accorgiamo che non è molto “Rando”.
Il punto di ristoro di Santa Maria la Fossa sembrava che non arrivasse mai, la campagna li e’ immensa ma le strade sempre pietose, infatti ci passa un’autobulanza che si ferma appena dopo a soccorrere il Pedale Normanno.
La mia anima si scurisce e lì ho smesso di sognare.

Cerco di distrarmi al ristoro mangiando un piatto di pasta e del buon vino cercando di carpire qualche notizia dell’incidente, intanto dobbiamo andare la sera si avvicina, passiamo dalla Reggia di Carditello ci fermiamo per una foto

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ma siamo rimasti in pochi, proseguiamo verso l’interno fermandoci nei pressi del ponte di Annibale sul Volturno che collega Sant’Angelo in Formis a Triflisco, gustandoci al bar una bella crostata

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siamo rimasti in quattro e ci prepariamo alla salita dei Gradilli. Ultimi chilometri, scendiamo verso la Reggia di Caserta, sentiamo le forze che ci lasciano e con animo scherzoso per farci forza iniziamo a cantare. Ci siamo arriva il buio, ma arriviamo anche noi km 188 sara’ l’ansia della prima Randonee’ dell’anno ma e’ stata dura…poso la bici in auto e contemporaneamente a voce alta urlo due frasi “non voglio vedere piu’ la bici” subito dopo “fino a domani”, si perche’ in fondo e’ questo quello che siamo amanti della bicicletta per sempre.

Premetto che qualunque riuscita una manifestazione abbia, l’impegno di chi organizza è sempre da lodare,sia per l’impegno che ci mette sia la fatica che spende, faccio ancora i miei complimenti alla Hard Bike Sant’arpino

Contro – ho avuto sempre qualche perplessità per la condizione delle nostre strade e sul traffico, mi chiedevo come si sarebbe affrontato tutto questo,

pro – giustamente la nostra città offre tantissime bellezze da ammirare c’è il rischio di perdersi.

Infatti il mio pensiero sulle Rando è quello di ammirare panorami, natura e respirare la libertà che tutto questo ti regala, godere del tempo con gli amici del gruppo o quelli che conoscerai pedalando con tutta spensieratezza.

”Un Randagio per sempre,,

Rapha: Epilogo

Ci sono riuscito ! Di nuovo ! Sono Rapha-niello per la seconda volta ! Le due tappe finali mi hanno portato a Lauro e a Roccanairola. Dopo tanto pedalare, la fatica si sente e si comprende come reagisce il corpo a queste sfide. Nel corso della settimana le gambe hanno girato un giorno sì e giorno no.

La mattina della tappa a Lauro non andavo per niente. Le gambe erano pesanti: solo grazie alla compagnia di Mario si sono sciolte a mano a mano che procedevamo e soprattutto che la temperatura diveniva progressivamente più dolce. In questo caso, abbiamo deciso di arrivare fino all’uscita di Moschiano, evitando di fare la salita di Santa Cristina. Al bivio siamo ritornati indietro facendo sosta al bar Santaniello a Lauro. Lauro è nota per il Museo dedicato a Umberto Nobile e per il Castello Lancellotti. Umberto Nobile è stato il primo a trasvolare il Polo Nord con il dirigibile Norge il Polo Nord nel 1925 e il museo conserva tantissime testimonianze delle sue imprese. Ricordo bene il film la Tenda Rossa, in cui si racconta di come il dirigibile Italia si sia schiantato al Polo Nord e di come una tenda rossa (il film si può vedere su RaiPlay), perlappunto, salvò lui, ma non tutti, purtroppo, i membri dell’equipaggio nel corso della sfortunata avventura del 1928. Il Museo è vicino al Castello Lancellotti, una residenza d’epoca ricca di vestigia e di interesse storico che è il centro dell’evento annuale, Lumina in Castro, che ha luogo ogni anno nel corso dell’estate.

L’ultimo giorno, invece, la gambe giravano di nuovo e ho deciso di chiudere la Rapha 500 a Roccarainola in compagnia di Enzo. La tappa di Roccarainola è semplice, quasi tutta in pianura, ma la realizziamo lungo un percorso che ho ormai colladauto. Al bivio di Gaudello, ci dirigiamo a Pezzalunga, quindi passiamo Polvica con le sue innumerevoli cave e da Cicciano saliamo per Roccarainola su alcune strade interne in leggera salita, ma attrezzate in modo da favorire passeggiate, trekking e runners. Roccanairola è immersa nel silenzio, mentre passiamo. Noto tanti alberi di limoni carichi di frutti. A questo punto, i 500 km sono raggiunti e superati da un pezzo ! Mi rilasso e penso a come è diversa l’esperienza del pedalare tutti i giorni. In fondo, la sfida è proprio questa: riuscire ad andare in bici, seguendo un ritmo diverso dal solito, sperimentandosi e mettendosi alla prova seguendo distanze, tempo e recuperi diversi. Ho imparato a capire meglio le reazioni del corpo e a gestire le fasi di crisi che inevitabilmente giungono. Senza strafare si riescono a superare gli ostacoli e si comprende un pò di se stessi e soprattutto dei propri limiti.

Di ritorno a casa, non mi resta che caricare i dati dal ciclo-computer alla piattaforma Strava e attendere il messaggio di conferma del superamento della sfida. Da questo punto di vista, Strava ti permette di capire giorno per giorno a che punto sei. Non solo, ma anche di valutare a che punto sono gli altri: gli amici, coloro che segui e altri ciclisti che in Italia e in tutto il mondo stanno facendo la stessa sfida. Il ranking è un ulteriore elemento di motivazione che permette di capire la tua posizione rispetto a quella degli altri. Rapha Festive 500 non è una competizione, anche se ho il sospetto che si possa usare in questa chiave. Sono sempre sorpreso nel vedere che c’è chi completa la sfida in pochissimi giorni e rimane saldamente al top del ranking, contribuendo a consolidare la propria posizione nei giorni successivi pedalando ancora ! E’ la logica della performatività che caratterizza, purtroppo, il nostro tempo e le nostre attività, anche quelle dello sport e del tempo libero.

Ricevo, infine, il messaggio. Sfida completata, posso richiedere il premio. Riempio le informazioni e opto come promesso per il World Bycicle Relief. Spero che l’equivalente del badge in tessuto possa sostenere questi progetti di sviluppo. Bisogna prendersi cura del mondo, all’interno e contro le logiche del capitalismo contemporaneo, se vogliamo che ci sia ancora un mondo. Si può iniziare con piccole scelte e piccoli gesti: come andare in bici, in modo diverso, non convenzionale. Buon Anno !

Il cicloweekend

Ecco ci siamo è domenica, incomincio a sentire l’adrenalinae l’eco delle risate dei miei amici. Furtivo dò un’occhiata a lei la compagna delle vie più belle, la mia bicicletta. È l’alba ormai già sveglio mi presento a loro, forza ragazzi in sella, il tempo passa godiamoci questo momento viviamo questa vita, sarà unica… Pedaliamo…implacabile arriva la salita, ognuno prende il ritmo e affronta la fatica poi finalmente è tempo di discesa, sale la gioia…e come adolescenti incominciamo a sfrecciare, sembriamo aquile impazzite… è tempo di godere. Manco a dirlo e ci troviamo sulla strada del ritorno, ormai il tempo è passato, ma il sorriso stampato sulle nostre facce è conquistato.

“Non ci resta che aspettare il prossimo cicloweekend”

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Da camionneur a randonneur

Venti anni passati su un Tir percorrendo in lungo e in largo l’Italia, ammirando dei panorami stupendi che talvolta mi fermavo ad osservare per la grande maestosita’ della natura. Ho percorso strade interne che collegavano paesi e paeselli, i ricordi delle persone che ti accoglievano e’ rimasto indelebile nella mia mente, per loro ero un evento che interrompeva la normalita’ di una giornata qualunque.

Ricordo fra tanti, il percorso giornaliero che facevo da Termoli (Cb) e Oliveto Citra (Sa), la statale ss.16 fino a Foggia per poi inoltrarmi sulla SS.Ofantina fino a Conza della Campania, salire il valico per poi riscendere verso il fondo valle del fiume sele.

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Inverni pieni di neve che si alternavano ad estati infuocate, senza climatizzatore quando attraversavo la piana di Candela in pieno tavoliere delle puglie, dovevo chiudere i finestrini del tir, avevo la sensazione di prendere fuoco.

Capitolo diverso la Sicilia, affascinante gia’ quando arrivi sullo stretto a Reggio Calabria, rimani senza parole, ogni strada ti offre un panorama diverso dall’altro, sapori straordinari come le persone, ne’ ho conosciute tante, tutte ti accoglievano come uno di famiglia.

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La Puglia, il salento pieno di strade che si intersecano fra di loro, con quelle pietre che delimitano i terreni coltivati con ulivi secolari.

Il tempo passava mentre io percorrevo le strade, la mia mente sognava quasi come fossi una dipendenza…

Poi un giorno ho avuto la bella notizia di essere affetto da un Melanoma…(questa parte ve la risparmio), smettendo di girare con il Tir ho incominciato con il campeggio intinerante, caravan e famiglia a seguito, questa volta anche fuori dai confini italiani.

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La Loira con i suoi castelli, molto bella attraversata da distese di boschi profumati, piste ciclabili dove si perdevano interi gruppi di ciclisti tra gli alberi, per poi ritrovarli nel campeggio dove sostavo oppure ad un castello dove ero in visita.

Le biclette, i sentieri ciclabili, la natura non potevo essere insensibile a tutto questo, nella mia anima e nella mia mente, tutto stava prendendo forma.

Inizia tutto per scherzo, una legnano che avevo a seguito del caravan insieme ad un gruppetto di amici andiamo un giorno di fine anno a prendere un caffe, poi diventa il caffe’ della domenica mattina,

cambia bici cambia strada e ecco che incomici a guardare le bici come un qualcosa che ti rende libero, apprezzi la meccanica, l’abbigliamento poi capisci che tutto questo e’ inutile se sei un po’ sovrappeso (direi anche obeso 128 kg.) quindi iniziai con l’allenamento ed a mangiare di meno.

Appassionato di meccanica, inizio ad informarmi sui materiali che usano per la costruzione delle bici, dei gruppi di trasmissione con corone e pignoni, come si progettano da quella di media gamma ad alta gamma, sia MTB che BDC, poi trovo gli amici giusti, quelli che ti supportano, ma soprattutto che ti sopportano,

con allenamento e educazione alimentare, arrivo a 85 kg. bici di alta gamma una grande passione per la bicicletta, vacanze in montagna per valichi e sentieri, insieme al gruppo non perdo mai occasione per pedalare i miei 100/150 km della domenica,

fino ad iscriverci alle prime “randonnée”…

La prima, la seconda… nelle randonnée c’è qualcosa che attira subito la mia attenzione, qualcosa che gia’ ho conosciuto, percorrere le strade, ammirare panorami mozzafiato, faticare, cordialita’, sapori ed accoglienza

la mente fa’ un salto nel passato, come per magia prende forma una favola…

“viaggiare, conoscere nuovi luoghi e nuove persone in fondo era quello che mi e’ sempre piaciuto”.

Adesso c’è da fare ancora tanta strada, questa volta in bicicletta non e’ mai troppo tardi.

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