Sulla via di Francesco Due Facc’e Pellegrine on the Road

Tutto inizia per scherzo, quando Vincenzo Cardone mi chiede: “andiamo ad Assisi in bicicletta?”. “Certamente!” rispondo io ed in men che non si dica facciamo subito i preparativi, scegliamo la data, le attrezzature, compilo una bozza per l’itinerario, ci muoviamo a fare qualche prenotazione ed arriva la partenza.

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Sara’ una  settimana intensa di pedalate: ben 850 km complessivi con un percorso che è passato all’andata dal litorale Domizio, ai Castelli Romani, dalla Salaria, alla cascata delle Marmore, la Val Nerina, la città Spoleto fino ad Assisi dove sostiamo per qualche giorno per ricevere il testimone di avvenuto pellegrinaggio.

 

 

Per il ritorno puntiamo in Abruzzo, valicando dall’Umbria verso Rieti, valle del Salto  Lago annesso 

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fino a Magliano dei Marsi, svoltando per la valle del Liri fino alla Casilina: insomma un dislivello da professionisti! L’ultima sera mi arriva una telefonata dall’amico Peppe Gallina per farci i complimenti. Ci diamo un appuntamento la mattina dopo e pedaliamo insieme con fino a Capua.E’ stato fantastico non ce l’aspettavamo e siamo stati molto contenti.

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Ma dopo una partenza poi c’è anche un arrivo, ad Arzano è tempo di salutarci. Ci abbracciamo forte io e il mio amico di viaggio Cardone che scherzosamente si è soprannominato “la carrozza” (io sarei la locomotiva), ci facciamo i complimenti con qualche lacrima agli occhi. Forse, però, era solo sudore per il caldo forte di questo fine luglio ! La nostra grinta e la nostra voglia di pedalare ci ha aiutato a vincere su tutto, ma soprattutto ci ha aiutato a non smettere mai di sognare.

Sulla via di Francesco due Facc’e on the Road

 

 

Finalmente Taburno

Decisamente stamattina punto al Monte Taburno, anche se un piccolo tentativo da parte del mio amico Enzo proponeva una pedalata in pianura verso il mare.

Iniziamo verso la campagna e velocemente ci portiamo sotto all’acquedotto Carolino direzione S.Agata dei Goti, dove facciamo colazione

e continuiamo l’ascesa verso la Montagna.

Un fantastico mondo intorno a noi ci circonda, il silenzio ci accompagna per la salita, che a tratti toglie il fiato.

Arriviamo al bivio per svoltare, “Monte Taburno 12km”.

Giriamo ed è subito salita, ci imbattiamo in una mandria di mucche che ci guardano incuriosite.

la salita si fa’ sentire prepotente, tre o quattro chilometri prima di arrivare al primo tratto di bosco di faggi e lecci,

è uno spettacolo.

Ci fermiamo sulla piana per respirare un po’di aria fresca, facciamo una foto e ripartiamo

Secondo tratto di bosco ancora più bello, prima di scendere verso valle con pendenze oltre il 15%, molto pericolose anche per il manto stradale dissestato, arriviamo direttamente a Montesarchio

dove facciamo un piccolo ristoro prima del rientro a casa, stanchi e felici con le immagini di panorami naturali stupendi stampati nella mente, che la nostra amica bici continua a regalarci.

Riflessione e racconto della Rando Partenope

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Domenica 10 Febbraio 2019 – Sant’Arpino palazzo Ducale, bella location molto accogliente, arrivo prestissimo forse ero il primo, parcheggio fuori dal palazzo e vado a prendermi il tesserino con annessi tagliandi ecc., intanto cominciano a venire altri ciclisti ci prepariamo per la partenza alle 7:00, ma appena stiamo per partire, una persona dello staff ci avvisa che il parcheggio previsto non e’ quello, ma al campo sportivo di Sant’Arpino, risistemiamo tutto in auto e andiamo in loco per poi ritornare alla partenza in bici. Caffe’, baba’ qualche saluto timbriamo e si parte, asfalto viscido per la pioggia appena cessata, andiamo in direzione Napoli arrivando a Capodichino primo spavento, Gennaro degli Iron Bikers schivando una buca sbanda e cade sfiorando un’auto che lo affiancava, incominciamo bene. Ci assicuriamo che non si sia fatto male e potesse continuare, iniziamo la discesa di Capodichino sembrava che la bici si spezzasse in due dalle vibrazioni, arriviamo a piazza Carlo III°molti deviano il percorso, intanto andiamo e presto arriviamo al primo punto controllo/ristoro al Castel Nuovo il Maschio Angioino,WhatsApp Image 2019-02-10 at 08.43.25.jpeg

con molto piacere scopro che il ristoro lo fa’ Don Cafe’ il barista ciclista, foto timbro saluti e si prosegue verso il caos del lungomare, schivando persone che erano nella ciclabile, ma la distrazione forte e’ lo spettacolo che ti ritrovi davanti, unico al mondo il golfo di Napoli con tutti i suoi meravigliosi colori. Ma non ci rilassiamo tanto che siamo pronti alla prima salita e che salita Via Orazio altra vetrina di Partenope che ci porta verso l’altro versante di Nisida – Bagnoli, tutto finisce in fretta e senza accorgerci ci ritroviamo nelle auto a Fuorigrotta in direzione rione Alto per l’ascesa all’Eremo dei Camaldoli.

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Ristoro con panino Napoletano e vino, vento freddo quando basta ultime foto panoramiche che potremo fare e via si scende verso Pozzuoli velocemente, lasciamo la zona Flegrea con le sue figure storiche e paesaggi vulcanici e all’improvviso ci ritroviamo a pedalare in gruppo con il ritmo di una gran fondo per un bel po’di tempo fino a Castelvolturno poi rallentiamo per fortuna, forse ci accorgiamo che non è molto “Rando”.
Il punto di ristoro di Santa Maria la Fossa sembrava che non arrivasse mai, la campagna li e’ immensa ma le strade sempre pietose, infatti ci passa un’autobulanza che si ferma appena dopo a soccorrere il Pedale Normanno.
La mia anima si scurisce e lì ho smesso di sognare.

Cerco di distrarmi al ristoro mangiando un piatto di pasta e del buon vino cercando di carpire qualche notizia dell’incidente, intanto dobbiamo andare la sera si avvicina, passiamo dalla Reggia di Carditello ci fermiamo per una foto

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ma siamo rimasti in pochi, proseguiamo verso l’interno fermandoci nei pressi del ponte di Annibale sul Volturno che collega Sant’Angelo in Formis a Triflisco, gustandoci al bar una bella crostata

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siamo rimasti in quattro e ci prepariamo alla salita dei Gradilli. Ultimi chilometri, scendiamo verso la Reggia di Caserta, sentiamo le forze che ci lasciano e con animo scherzoso per farci forza iniziamo a cantare. Ci siamo arriva il buio, ma arriviamo anche noi km 188 sara’ l’ansia della prima Randonee’ dell’anno ma e’ stata dura…poso la bici in auto e contemporaneamente a voce alta urlo due frasi “non voglio vedere piu’ la bici” subito dopo “fino a domani”, si perche’ in fondo e’ questo quello che siamo amanti della bicicletta per sempre.

Premetto che qualunque riuscita una manifestazione abbia, l’impegno di chi organizza è sempre da lodare,sia per l’impegno che ci mette sia la fatica che spende, faccio ancora i miei complimenti alla Hard Bike Sant’arpino

Contro – ho avuto sempre qualche perplessità per la condizione delle nostre strade e sul traffico, mi chiedevo come si sarebbe affrontato tutto questo,

pro – giustamente la nostra città offre tantissime bellezze da ammirare c’è il rischio di perdersi.

Infatti il mio pensiero sulle Rando è quello di ammirare panorami, natura e respirare la libertà che tutto questo ti regala, godere del tempo con gli amici del gruppo o quelli che conoscerai pedalando con tutta spensieratezza.

”Un Randagio per sempre,,

I Randonneurs

Lente lente per la strada vai
sicuro sul tuo cammino
con la consapevolezza che nessuno ti fermerà

Percorri strade sui Mari e
pedali su montagne altissime

le tue ruote scrivono le orme sulla strada
come uno scrittore le frasi
sulle pagine di un libro

Fai conoscenza di persone nuove interessanti e divertenti
ammiri paesaggi stupendi e mozzafiato                                                                                impari a soffrire per poi gioire

Tutto questo perché hai conosciuto delle persone speciali
il popolo dei Randonneurs,                                                                                                benvenuto tra di noi.
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Italia da amare tra “Nord e Sud”

“Confronto tra territori a nord le spettacolari Dolomiti e sud la selvaggia Calabria”

Vacanza a sorpresa sulle Dolomiti, decido di partire leggendo un articolo su un percorso ciclabile che dal territorio Italiano arriva in Austria – Lienz

San Candido (BZ) Alta Pusteria Trentino Alto Adige, luogo stupendo sotto le “Tre cime di Lavaredo” paradiso per ciclisti, paesaggi che sembrano uscire dalle foto di un libro da favola,

un territorio che da sempre fa’ del turismo il suo tesoro, accoglienza e degustazione di prodotti enogastronomici ineguagliabili.

Siamo in piena estate, dalle Dolomiti al mare, ovunque vado sono sempre alla ricerca di amici che mi accompagnano per trascorrere qualche ora di sano movimento

Ovviamente con me l’inseparabile bicicletta, parto alla scoperta di valichi sentieri e panorami mozzafiato, talvolta passati inosservati, laghi stupendi, ruscelli nascosti tra la vegetazione.

Tra una pedalata e l’altra arrivo in paesini e paesaggi dove il tempo si è fermato, mi guardo intorno e mille domande affollano la mia mente alle quali cerco di dare una risposta …
Odori e profumi che mi fanno andare indietro nel tempo della mia infanzia, dimenticati come un ricordo di un sogno.
Eppure questi luoghi sono stati sempre qui, come una madre aspetta i suoi figli, certa del loro ritorno, perché sa’ che non la potranno dimenticare.

Ammirare un luogo in bici, con movimento lento, fermarsi godere della bellezza della natura, con i suoi colori i suoi profumi e desiderare di far parte di esso, sarà sempre un mio desiderio.

Viaggio da “ciclogladiatore”

E venne il giorno del primo ciclo viaggio, sabato 7 luglio 2018 Napoli – Roma, fremono i preparativi organizzo al meglio la bici, dopo l’invito da parte del mio amico Peppe, organizziamo la partenza alla fine siamo in tre c’è anche Giorgio. Km 0 – ore 6:30 stazione metro Chiaiano, partiamo con un po’di ritardo, si attraversa il territorio della Campania Felix passando per Mondragone Minturno Formia, FILE0009_Moment.jpgper evitare un eventuale traffico sulla via Flacca saliamo dall’Appia per Itri, arrivati in piazza ci fermiamo a prendere un caffè…il primo, si perché presi dal ritmo di pedalare siamo arrivati al km 95 circa per la prima sosta, stiamo messi bene..!Dopo la sosta si scende verso Fondi con velocità sostenuta, il meteo ci ha aiutato, è stato abbastanza clemente coperto e ventilato. Km 110 Terracina ci aspettano degli amici in spiaggia, non ci facciamo attendere, subito un tuffo rinfrescante in mare uno spuntino quattro chiacchiere e si riprende a pedalare decisi verso nord, da Terracina a Cisterna sulla via Appia, 65 km tutti in linea con pini a destra e sinistra, il sole batte forte, fa’ caldo la strada è molto noiosa e monotona.

Km 140, siamo senza acqua, vediamo un bar da lontano fortunatamente non è un miraggio, mancano circa una trentina di km, sembrano non finiscano mai, ogni tanto ci sorpassa un tir è ci ricorda di stare allerta la stanchezza ormai fa’ parte di noi… attenzione ragazzi ! (si fa per dire).

Km 160, Giorgio ripete più volte la stessa domanda “quanto manca”? Rispondo poco più di una decina, ma vado in crisi anche io, con colpi di pedalate decisi velocemente prendo il comando e fermo i miei amici all’ombra, sotto una distesa di kiwi.36795482_10213767735926495_2067783146773938176_o.jpg

Diamo fondo alle borracce, il resto dell’acqua che ci rimane, barretta energetica, foto per i social, battutina per spezzare la monotonia dell’ultima ora e si riparte.

Gli ultimi 15 km…sono come un’autostrada infinita.

Benvenuti a “Cisterna di Latina”ci siamo si abbassa la cadenza di pedalata, tra un vicoletto e l’altro cerchiamo l’appartamento prenotato.

Finalmente arriviamo, in tutta fretta parcheggiamo le bici in uno sgabuzzino sul retro della casa, raccomandando il proprietario sulla sicurezza del nostro tesoro, prendiamo i bagagli e finalmente un meritato momento di relax, doccia e riposino.

Riusciamo a trovare un ristorante nei pressi dell’appartamento, dopo un po’di pressing (sono appena le 19) il cameriere ci fa’ accomodare per mangiare direi con appetito, Rientrando troviamo i proprietari che avevano appena finito di cenare anche loro, sotto un pergolato di vite, molto cordialmente ci offrono un caffè ci accomodiamo raccontando un po’ della nostra strada già fatta, si fa’ l’ora per dormire, un saluto ed entriamo in casa, sveglia comoda…ma alle 6 l’adrenalina già circola nelle vene inizia la marcia su Roma.36795470_10213767741406632_2862878960172138496_o.jpg

Domenica 8 luglio 2018 ore 8:00, bici complete di bagagli a seguito, una foto scattata dal proprietario, dopo il saluto cerchiamo subito un bar per un caffè e brioche, il sole già batte forte cerchiamo subito il ritmo…ops 35km orari, ma non è troppo?

Tra saliscendi immersi nella campagna, arriviamo velocemente a Campoleone, via Nettunense siamo sulla strada giusta…ma non so come, ci ritroviamo a svoltare sull’Ardeatina, poco importa tutte le strade portano a Roma, detto fatto sbuchiamo sulla Laurentina e scorgiamo il primo cartello che indica “Roma” provo un’emozione fantastica… è d’obbligo la foto sotto il cartello.

Dopo un veloce rifornimento di acqua, ripartiamo siamo all’EUR percorrendo la via Ostiense entriamo a Roma.WhatsApp Image 2018-07-08 at 12.49.28 (9).jpeg

Inizia a presentarsi la storia, mura, monumenti, la Piramide con porta s.Paolo inizia lo spettacolo…. Circo Massimo, l’arco di Costantino ci annuncia il maestoso Colosseo, mi sento un “ciclogladiatore”.

Fori Imperiali, altare della Patria, Palazzo del Duce pedaliamo nella leggenda.WhatsApp Image 2018-07-08 at 13.10.36.jpeg

Arriviamo sulla sponda del Tevere passando il ponte Vittorio Emanuele II, scendiamo giù sulla pista ciclabile e ci dirigiamo verso Castel Sant’Angelo, il nostro traguardo è ormai ad un passo, imbocchiamo via della Conciliazione…ed eccoci Piazza San Pietro, “France’ siamo arrivati affacciati”.

Purtroppo non ci fanno accedere al varco con le bici, immaginavo che sarebbe successo, questione di sicurezza, dopo aver fatto qualche foto procediamo con il tour, piazza di Spagna, fontana di Trevi un mare di turisti tutti concentrati li.

Decidiamo di dirigersi verso il rientro, ormai si è fatta l’ora stazione Termini, a volo prendiamo il treno regionale per Napoli… mi viene in mente di paragonarlo ad uno tedesco che presi tempo fa, non mi pronuncio…

Per salire in fretta, non riusciamo a comprare nulla sia da bere che da mangiare ci consoliamo con i ricordi dei luoghi appena visti…

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arriviamo a casa stanchi e affamati, ma con il sorriso negli occhi di chi ha trascorso un’avventura fantastica, anzi una “cicloavventura”.

Voglio ringraziare i miei compagni di viaggio: Peppe Riccio e Giorgio Borriello del gruppo “Angels Flying”, la mia amica che ci ha accolti a Terracina Rossella, sperando che il prossimo anno saremo piu’ numerosi.

Alla prossima un saluto da “Frank Facc’e Bike”

Il cicloweekend

Ecco ci siamo è domenica, incomincio a sentire l’adrenalinae l’eco delle risate dei miei amici. Furtivo dò un’occhiata a lei la compagna delle vie più belle, la mia bicicletta. È l’alba ormai già sveglio mi presento a loro, forza ragazzi in sella, il tempo passa godiamoci questo momento viviamo questa vita, sarà unica… Pedaliamo…implacabile arriva la salita, ognuno prende il ritmo e affronta la fatica poi finalmente è tempo di discesa, sale la gioia…e come adolescenti incominciamo a sfrecciare, sembriamo aquile impazzite… è tempo di godere. Manco a dirlo e ci troviamo sulla strada del ritorno, ormai il tempo è passato, ma il sorriso stampato sulle nostre facce è conquistato.

“Non ci resta che aspettare il prossimo cicloweekend”

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Da camionneur a randonneur

Venti anni passati su un Tir percorrendo in lungo e in largo l’Italia, ammirando dei panorami stupendi che talvolta mi fermavo ad osservare per la grande maestosita’ della natura. Ho percorso strade interne che collegavano paesi e paeselli, i ricordi delle persone che ti accoglievano e’ rimasto indelebile nella mia mente, per loro ero un evento che interrompeva la normalita’ di una giornata qualunque.

Ricordo fra tanti, il percorso giornaliero che facevo da Termoli (Cb) e Oliveto Citra (Sa), la statale ss.16 fino a Foggia per poi inoltrarmi sulla SS.Ofantina fino a Conza della Campania, salire il valico per poi riscendere verso il fondo valle del fiume sele.

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Inverni pieni di neve che si alternavano ad estati infuocate, senza climatizzatore quando attraversavo la piana di Candela in pieno tavoliere delle puglie, dovevo chiudere i finestrini del tir, avevo la sensazione di prendere fuoco.

Capitolo diverso la Sicilia, affascinante gia’ quando arrivi sullo stretto a Reggio Calabria, rimani senza parole, ogni strada ti offre un panorama diverso dall’altro, sapori straordinari come le persone, ne’ ho conosciute tante, tutte ti accoglievano come uno di famiglia.

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La Puglia, il salento pieno di strade che si intersecano fra di loro, con quelle pietre che delimitano i terreni coltivati con ulivi secolari.

Il tempo passava mentre io percorrevo le strade, la mia mente sognava quasi come fossi una dipendenza…

Poi un giorno ho avuto la bella notizia di essere affetto da un Melanoma…(questa parte ve la risparmio), smettendo di girare con il Tir ho incominciato con il campeggio intinerante, caravan e famiglia a seguito, questa volta anche fuori dai confini italiani.

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La Loira con i suoi castelli, molto bella attraversata da distese di boschi profumati, piste ciclabili dove si perdevano interi gruppi di ciclisti tra gli alberi, per poi ritrovarli nel campeggio dove sostavo oppure ad un castello dove ero in visita.

Le biclette, i sentieri ciclabili, la natura non potevo essere insensibile a tutto questo, nella mia anima e nella mia mente, tutto stava prendendo forma.

Inizia tutto per scherzo, una legnano che avevo a seguito del caravan insieme ad un gruppetto di amici andiamo un giorno di fine anno a prendere un caffe, poi diventa il caffe’ della domenica mattina,

cambia bici cambia strada e ecco che incomici a guardare le bici come un qualcosa che ti rende libero, apprezzi la meccanica, l’abbigliamento poi capisci che tutto questo e’ inutile se sei un po’ sovrappeso (direi anche obeso 128 kg.) quindi iniziai con l’allenamento ed a mangiare di meno.

Appassionato di meccanica, inizio ad informarmi sui materiali che usano per la costruzione delle bici, dei gruppi di trasmissione con corone e pignoni, come si progettano da quella di media gamma ad alta gamma, sia MTB che BDC, poi trovo gli amici giusti, quelli che ti supportano, ma soprattutto che ti sopportano,

con allenamento e educazione alimentare, arrivo a 85 kg. bici di alta gamma una grande passione per la bicicletta, vacanze in montagna per valichi e sentieri, insieme al gruppo non perdo mai occasione per pedalare i miei 100/150 km della domenica,

fino ad iscriverci alle prime “randonnée”…

La prima, la seconda… nelle randonnée c’è qualcosa che attira subito la mia attenzione, qualcosa che gia’ ho conosciuto, percorrere le strade, ammirare panorami mozzafiato, faticare, cordialita’, sapori ed accoglienza

la mente fa’ un salto nel passato, come per magia prende forma una favola…

“viaggiare, conoscere nuovi luoghi e nuove persone in fondo era quello che mi e’ sempre piaciuto”.

Adesso c’è da fare ancora tanta strada, questa volta in bicicletta non e’ mai troppo tardi.

Jpeg

Sognare pedalando

Salve amici della bicicletta e non,

tra le cose che ho scarabocchiato vorrei pubblicare un racconto scritto dopo la scorsa Rando delle Sirene, dove ho partecipato con amici al di fuori del gruppo solito, quando vai in bici sogni ad occhi aperti anche i giorni successivi, questa e’ una delle tante cose belle che ci succedono, un po’ come ritornare bambini aiutandoti a vivere con il sorriso.

Questo racconto e’ stato dedicato al mio gruppo “Facc’e Bike”, un gruppo formato da persone totalmente diverse che si ritrovano per passare del tempo insieme per sfottersi, ridere, pedalando tra paesaggi e natura, dove trovi la ricarica per la tua anima.

17 Settembre 2017

È l’alba, mi ritrovo a pedalare insieme ad un gruppo di persone che hanno un altro volto, sorrido pedalo.
Da lontano scorgo un colore a me familiare che mi viene in contro…” Arrivano i nostri” i Facc’e Bike!
Manco il tempo di salutare, che spariscono dai miei occhi…vanno in senso contrario 
il cielo si fa’ scuro.

Inizia a piovere, la pioggia mi accompagna e mi tiene allerta, inesorabile arriva il primo valico inizia la salita ci siamo, avanti Frank.
Appena iniziamo, dopo qualche chilometro la pioggia ci consegna alla nebbia fittissima che ci avvolge, siamo all’ inferno!?
Ad uno ad uno perdo tutto il gruppo, vado … la strada si fa’ sempre più stretta piove e la nebbia ormai ci avvolge totalmente visibilità zero, un caldo afoso il sudore e’ tutto uno con l’acqua, pedalo … ecco

“Benvenuti a Tramonti valico di Chiunzi”


Il primo girone è andato
Il gruppo si ricompatta e ci avviciniamo al punto di controllo, un timbro una firma e scambiamo quattro chiacchiere con altri ciclisti che arrivano.
Intanto la pioggia e’ cessata, il tempo sembra decisamente migliorare, salutiamo e iniziamo la discesa verso il mare.


I pensieri scorrono nella mente come l’asfalto sotto le nostre bici, attento Frank stai allerta… 
questa è la strada più insidiosa.

Nemmeno il tempo di pensare che sento dietro di me un tonfo seguito da un lungo strusciare di metallo mi giro non vedo più il Prof…contiamo i danni,

Prof sei intero? Paolo fa’ un sorriso “tutto ok”,ruota fuori, cambio fuori centro e graffi vari…(game over?)….

Mentre il gruppo si guarda intorno, in quattro e quattr’otto prendo il comando, attrezzatura e sistemo tutto… miracolo? No Frank versione meccanico.
Con un sorriso (da Facc’e Bike) prendo la bici, avanti dobbiamo recuperare pedalare pedalare.
Penso ai Facc’e Bike… chissà dove sono.
Arrivo in Costiera un caos, al bivio per la seconda tappa in salita Agerola, ci fermiamo per salutare Giorgio, ne approfitto per far sapere la nostra posizione e dell’accaduto.

Leggo dei messaggi strani…”siamo al pronto soccorso”…noooo i “Facc’e Bike” ! Sento l’anima bruciare, come se mi sentivo in colpa per averli lasciati soli.
Cerco di avere notizie, invano …la rete telefonica è interrotta, decidiamo di continuare e iniziamo a salire
Chissà cosa sarà successo?
Speriamo bene.

Con queste parole nella mente mi arrampico sulla “cima Coppi” staccando di nuovo il gruppo, arrivo al valico cerco di avere notizie dei “Facc’e Bike…., facciamo una foto ricordo e proseguiamo per il secondo controllo.
Sguardo fisso sul telefono…attendo, arrivano notizie rassicuranti dal pronto soccorso e mi rilasso, intanto iniziano i dolori post-caduta al prof che propone una deviazione.
Iniziamo a scendere verso la meta…
Ancora la mia mente è attraversata da mille pensieri.
Arrivati a valle ci imbattiamo con il nemico di sempre eccolo “il vento contrario”, ma non mi scoraggia so’ come combatterlo.
Ormai ci siamo, pochi chilometri… e siamo al traguardo Sorrento, eccoci un’altra avventura sta’ per terminare, il mio pensiero mi porta ha sognare la prossima, sperando di pedalare insieme ai miei amici Facc’e Bike

Vai Frank forza in fondo sognare non costa nulla!

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